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31 anni fa entravamo a far parte della famiglia più atipica e irriverente di sempre: I Simpson

Era il 17 dicembre 1989 quando, su Fox, andava in onda “Un Natale da cani”, il primo episodio de I Simpson, destinati a diventare una longeva serie cult amata da tutto il mondo.
Questa strana famiglia gialla, capitanata da un padre alcolizzato e irresponsabile, agli occhi del pubblico rappresentava probabilmente tutto ciò che non si doveva prendere come modello. Ma forse, tre decadi fa, nessuno immaginava che questa serie animata avrebbe potuto influenzare a tal punto la società moderna, inserendo dettagli e avvenimenti importanti nella storia (soprattutto americana) in ogni singolo episodio, fotografandone luci e ombre in maniera impeccabile.

All’interno de I Simpson, niente è a caso. La città di Springfield in cui è ambientato è un piccolo mondo che in realtà assomiglia molto al nostro perché, attraverso una finta normalità, nasconde tutte le contraddizioni e le problematiche che la caratterizzano. Le questioni ambientali, le critiche alla scuola statunitense, i limiti e le mancanze del sistema giudiziario sono solo alcune delle tematiche che emergono mediante la satira, l’ironia, i continui giochi di parole e la provocazione. Non manca il citazionismo, che prende spunti dal cinema, dalla televisione, dalla musica, dalla letteratura e dalla storia. Ma la serie stessa è diventata iconica per alcune parole utilizzate o simboli ricorrenti, basti pensare ai donuts, le ciambelle amate da Homer, che dice “donuts… esiste qualcosa che non riescono a fare?”.

Homer, Marge, Bart, Lisa e Maggie comparvero già nell’aprile 1987 in uno breve sketch trasmesso durante il programma “Tracey Ullman Show”, prodotto da James L. Brooks, che però venne interrotto poco dopo.
Secondo alcune dichiarazioni, i personaggi della serie nacquero durante un momento d’attesa, mentre il fumettista Matt Groening aspettava di essere ricevuto dal produttore dello show.

Il principale sceneggiatore de I Simpson, Matt Selman, in un’intervista rivelò: “Matt Groening voleva che una volta accesi i televisori il pubblico pensasse che il colore giallo fosse legato a un problema tecnico. Si sarebbe domandato ‘oh, perché sono gialli?’ e avrebbe provato a sintonizzare il canale senza riuscirci, perché erano davvero gialli. Era un tentativo innovativo per trarre in inganno i telespettatori; è una cosa che facciamo spesso nel mondo dello spettacolo”.

Forse è vero, I Simpson non saranno l’esempio migliore per i bambini, però alla fine di ogni episodio questa famiglia impara sempre qualcosa di nuovo e diventa sempre più affiatata, proprio grazie alle stranezze che la contraddistinguono. E il risultato è… mitico!

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