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È morto Stefano d’Orazio, addio al batterista storico dei Pooh

Ieri sera ci ha lasciati, all’età di 72 anni, Stefano D’Orazio: l’artista – batteria, flauto e voce dei Pooh – era ricoverato da una settimana al Policlinico Gemelli di Roma. In via di guarigione da una patologia che stava cercando di curare già da tempo, il Covid-19 ha compromesso gravemente il suo stato di salute e ne è stato la causa di morte.

A darne la notizia sui social sono stati i suoi amici di sempre e colleghi della band: “Stefano ci ha lasciato! Due ore  fa… era ricoverato da una settimana e per rispetto non ne avevamo mai parlato… oggi pomeriggio, dopo giorni di paura, sembrava che la situazione stesse migliorando… poi, stasera, la terribile notizia. Abbiamo perso un fratello, un compagno di vita, il testimone di tanti momenti importanti, ma soprattutto, tutti noi, abbiamo perso una persona per bene, onesta prima di tutto con se stessa. Preghiamo per lui. Ciao Stefano, nostro amico per sempre… Roby, Dodi, Red, Riccardo.”

Nato a Roma il 12 settembre 1948, si appassiona alla musica e alla batteria sin da piccolo. Entra a far parte di alcuni gruppi, come i The Kings e i The Sunshines, fa da comparsa in alcuni film e diventa membro di altre band fino a quando, l’8 settembre 1971, entra a far parte dei Pooh, dove vi rimarrà fino al 2009.
L’addio ai colleghi e l’annuncio ai fan verrà comunicato attraverso una dolce lettera.
“Sono diventato un buon cliente di “Popland”, ho vinto telegatti e pesci rossi, ho raccontato le mie piccole fantasie a gente che forse, come me, aveva bisogno di piccole cose per addormentarsi felice. (…)
Non so bene da dove ricominciare. Forse scoprire il senso della noia, che non ho avuto mai il tempo di apprezzare.
Forse viaggiare accorgendomi magari che tutte le città che credo di conoscere, oltre ad uno stadio, ad un teatro o a un palasport, sono fatte anche di gente e di storia.
Forse finire di leggere tutti i libri che ho dimenticato aperti sui comodini degli alberghi.
Forse scrivere il “mio libro” sperando che qualcuno possa dimenticarlo aperto su qualche comodino.
Forse raccontare ai ragazzi cose di musica e di vita e riuscire a scommettere che a farcela possono essere più di uno su mille.”

Nel 2015, in occasione del cinquantennale della band, rientra nel gruppo e scrive tre testi: “Tante storie fa”, “Le cose che vorrei”, “Ancora una canzone”.
Lavora anche da solista: su richiesta degli ABBA, ottiene la stesura dei testi in italiano del musical “Mamma mia!”, produce diversi musical teatrali, tra cui “Aladin”, “W Zorro”, “Cercasi Cenerentola”, “Pinocchio”.
Quest’anno, aveva scritto “Rinascerò rinascerai” per l’amico Roby Facchinetti, brano dedicato alla città di Bergamo, vessata dalla pandemia.

Una notizia terribile per Tiziana Giardoni, sua compagna da dieci anni che aveva sposato nel 2017, per la sua famiglia e i suoi amici, per “il gran popolo dei Pooh” e per la musica italiana.

La foto in copertina è presa dal sito ipooh.it.

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