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I Pinguini Tattici Nucleari sono capaci di raccontare le relazioni con una semplicità disarmante. E il nuovo EP “Ahia!” ne è la conferma

È uscito ieri il nuovo EP dei Pinguini Tattici Nucleari per Sony Music, “Ahia!”, composto da sette brani, tra cui  “La storia infinita” e “Scooby Doo”, i due singoli che ne hanno anticipato la pubblicazione.

Il primo è stato annunciato dalla band sui social con queste parole: “Pasolini diceva che contava il tempo a estati, non ad anni, e il nostro nuovo singolo parla dell’estate più bella di sempre, quella in cui avevi 10 anni, o 15, o 30, a seconda di chi sei, quell’estate che per qualcuno forse non è ancora arrivata, e per altri è appena finita”.

“Scooby Doo” riunisce personalità di diverse ragazze che il cantante ha conosciuto nel corso della sua vita e fa riferimento alla serie televisiva animata prodotta dalla Hanna-Barbera. Il titolo è perfetto per il messaggio che vuole trasmettere: il vero mostro non è altro che una persona normale che si nasconde dietro a una maschera.

La title track “Ahia!” è una canzone folk con contaminazioni elettroniche che ha una nota nostalgica e malinconica: il tema è infatti quello delle difficoltà che si riscontrano nel dimenticare persone importanti che non fanno più parte della nostra vita, ma che la nostra mente decide di non voler lasciar andare (“Questa mia povera testa che sa ancora tutto di te perché per quanto mi sforzi sei tutto ciò che mi resta”).
Il brano ha le sembianze di una lunga lettera d’amore ed è legato anche all’omonimo libro pubblicato dal frontman del gruppo, in quanto ne riprende il finale.

“Scrivile scemo” è un consiglio che la band vuole dare alle persone indecise che non hanno il coraggio di buttarsi. Mettersi in gioco – anche se per poco tempo – sarà per tutti un grido di liberazione.

“Bohémien”, dalle sonorità pop “scanzonate”, racconta la profonda leggerezza che si prova all’inizio delle convivenze, quando non ci si pongono domande sul futuro e si capisce di essere diventati grandi.

“Giulia” racconta invece la gelosia che si innesca all’interno di una relazione che si conclude con un tradimento, il quale però non basta a scalfire il sentimento. Riccardo Zanotti l’ha descritta così: “In Giulia c’è un ragazzo che si ritiene super fortunato perché sta con lei, la ama e non fa che rincuorarla con lo studio e con il professore severo, cercando di ignorare le sue defezioni perché, cosi facendo, pensa che sarà ancora più amato. E invece lei va da un altro, che è proprio quello che la mette alla prova, che non le rende la vita facile. La realtà a volte è brutale, ma questo tradimento non cambia l’attesa di felicità di lui, che la aspetta ancora, chiuso dietro una porta”.

La perla del disco è “Pastello bianco”, una canzone calda, dolce e preziosa che racconta la bellezza dei rapporti che nascono, si evolvono e a volte finiscono, nonostante quella persona continui ad avere un ruolo speciale nella nostra vita.
La condivisione delle emozioni e degli stati d’animo, il ricordo delle piccole cose che hanno reso una relazione intima e unica nel suo genere, con riferimenti che la gente esterna non potrebbe mai cogliere. Perché, tra due persone, l’amore assume diversi significati, crea nuovi piani semantici, si manifesta nelle cose più assurde e ha un lessico tutto suo, incomprensibile agli occhi degli altri. Possiamo custodire in noi una persona per tantissimi motivi, selezionando inconsciamente quelle che sono state le illogiche peculiarità dei nostri rapporti. Come la differenza tra le ciliegie e le amarene.

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