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Il 30 novembre è un giorno d’oro per la musica: nel 1979 usciva “The Wall” dei Pink Floyd e nel 1982 “Thriller” di Michael Jackson

Il 30 novembre 1979 usciva “The Wall“, l’undicesimo album dei Pink Floyd, che contiene alcuni dei pezzi più memorabili della storia della musica – come Another brick in the wall, The happiest day of our lives, Goodbye blue sky e Don’t leave me now – e ha alle spalle una storia particolare che vogliamo raccontarvi.
Roger Waters – cantante e batterista del gruppo – durante il tour del 1977, iniziò a mostrare alcuni segni di nervosismo e irritazione verso fan “troppo entusiasti” che urlavano e si agitavano anche durante le canzoni più tranquille.
Tutto questo si concluse con un aneddoto molto noto nella storia del rock: nel luglio dello stesso anno, durante Pigs (Three Different Ones), Waters notò uno spettatore che si arrampicava sulla recinzione che divideva il gruppo dal pubblico e, preso dal disprezzo, gli sputò in faccia.
Quel gesto ispirò la cover del disco che, disegnato dal fumettista Gerald Scarfe, voleva in qualche modo indicare una parete tra la band e i fan. Le versioni realizzate furono tante, vennero sperimentate diverse bozze con mattoni divisi da linee disuguali e colori diversi, fino a quando non arrivò la copertina definitiva: un muro bianco di mattoni senza alcun segno o marchio, a cui vennero poi aggiunti (come uno schizzo rosso) il nome della band e il titolo dell’album, su richiesta della casa discografica Harvest che voleva assicurarsi le vendite.
“The Wall“, composto da due vinili, è la storia di una rockstar di nome Pink che, in seguito a una serie di traumi psicologici, arriva a isolarsi completamente e a costruirsi un muro mentale contro cui deve lottare per riuscire a liberarsi.

Il 30 novembre di tre anni dopo uscì anche “Thriller”, l’album che inaugurò il pop e fece vincere a Michael Jackson ben otto Grammy. Il record delle vendite di questo disco che, oltre alla title track, contiene brani come Billy Jean, Beat it e The girl is mine (con Paul McCartney), non è mai stato superato; in tutto il mondo, sono state vendute oltre 110 milioni di copie. Ma a fare la storia non fu solo il disco: il videoclip, un vero e proprio cortometraggio di quattordici minuti, fu osannato dalla critica cinematografica del periodo. Scritto da John Landis e dallo stesso Jackson, fu girato a Los Angeles nel 1983 e, durante la prima proiezione, tra i tanti erano presenti Diana Ross, Prince ed Eddie Murphy, che esclamò: “Fateci vedere di nuovo questa maledetta cosa!”.
Nonostante Thriller sia una delle canzoni più famose, fu l’ultimo singolo estratto da quel disco. La casa discografica Epic Records non voleva ne fosse realizzato un video, in quanto era passato un anno dall’uscita dell’album e, avendo raccolto un budget milionario, non necessitava di ulteriori promozioni. Solo dopo che Michael Jackson minacciò di autoprodurselo, gli venne – per nostra fortuna – concesso.

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