In evidenzaMusic NewsMusica

L’album “Ok” è il nuovo ‘grido samurai’ di Gazzelle per non farci stare ok

È uscito oggi il nuovo album di Gazzelle “Ok” (Maciste Dischi/Artist First) ed è stato anticipato da due aneddoti curiosi. L’intento di stupire il pubblico non è nuovo al cantautore, che ha già dei “precedenti”: a settembre infatti, Milano e Roma erano state tappezzate di poster con su scritto ‘non è colpa mia‘ per anticipare il singolo “Destri”, mentre “Lacri-ma” era stata annunciata a sorpresa con un post su Instagram il giorno stesso della sua uscita.

Anche questa volta, Flavio Pardini non si è risparmiato, riuscendo a impressionare tutti con effetti speciali: a settantadue ore dall’uscita di “Ok”, a Milano sono comparse cassette antincendio da ‘rompere in caso di emergenza’ che contenevano una copia in vinile che dodici fortunati hanno potuto ascoltare in esclusiva. Ma non è finita qui: ieri sera, a poco meno di un’ora dalla release, in una diretta Instagram, ha cantato in anteprima “GBTR” in acustico, con la voce rauca che lo contraddistingue e una chitarra, da solo in mezzo a una Piazza Del Popolo deserta a Roma.

Una scelta cromatica particolare quella della grafica dell’album (Mine Studio) che, con cura e attenzione, riproduce per ogni brano una parola chiave, stilizzandola in maniera fumettistica: tra i colori della pop art e il simbolismo “sciolto” che rimanda agli orologi di Salvador Dalì, sembra di osservare un album di murales.

Ringrazio la vita che come al solito scrive i testi al posto mio” scrive Gazzelle nei ringraziamenti del disco che contiene undici pezzi, ciascuno intitolato con una parola soltanto.
Quattro sono già noti e amati dal pubblico: “Destri”, una canzone scritta come un flusso di coscienza che recrimina la rabbia di una storia interrotta bruscamente e di un amore scappato via; “Lacri-ma” che invece gioca malinconicamente con le parole (l’ultima sillaba della parola precedente diventa la prima della parola successiva);
“Scusa” che teme che il tempo porti via ogni cosa e sembra essere la consapevolezza, priva di ogni filtro, che arriva dopo il rancore di “Destri”, e “Belva” che, attraverso la lunaticità degli stati d’animo, vuole distruggere quell’imperativo per cui tutto debba avere un senso e un perché.

“Blu” apre il disco ed è la canzone specchio di Gazzelle: la musica è allegra, il testo un po’ meno. Una persona persa, i suoi discorsi che ancora ci portiamo addosso come adesivi, i ricordi e la mancanza che in alcuni giorni sembra ancora più insostenibile: un vuoto blu come il cielo, come il mare, ma anche come la tristezza.

“GBTR” (Going back to routine): non poteva mancare una canzone intitolata con una sigla, dopo “NMRPM” (Non mi ricordi più il mare), OMG (Oh my god) e SMPP (Stavi male pure prima). Una poesia cantata a bassa voce, una raccolta di similitudini per raccontare ‘com’è tremendo il weekend se non sai chi chiamare‘.

“Però” è una canzone che rientra perfettamente in quel genere musicale inventato a cui Gazzelle aveva raccontato di appartenere sin dal suo primo album “Superbattito”: il sexy pop.
È una definizione nata così, un po’ per ridere, un giorno con il mio manager davanti a una birra. Poi ho deciso di mantenere la cosa, ma è nata come una battuta, come un modo ironico e leggero di definire qualcosa. E lo è rimasto anche tuttora, per le stesse ragioni che ho detto prima: non sono mai abbracciato a un significato, mi piace sempre che le cose rimangano un po’ leggere. Sexy pop vuol dire… non lo so neanche bene cosa vuol dire, però sentendo le mie canzoni secondo me si crea un immaginario un po’ sexy, ma in modo giocoso, in senso ironico. “

“Ok”, la title track, è la risposta secca che diamo a chi ci chiede come stiamo o quando non abbiamo tempo e voglia di soffermarci troppo su una conversazione con un interlocutore a cui vorremmo solo urlare, senza giri di parole, ‘ma che ne sai?’. 

“7” inizia a cappella per poi raccontare le dinamiche di un rapporto e dei cambi d’umore, tra l’incompletezza e la voglia di smettere di fare a botte con se stessi.

“Coltellata”, l’unico featuring dell’album, è cantata con tha Supreme: titolo incisivo e dritto al punto che descrive l’inizio e la fine di una storia, fino a raccontare come ci si sente a vedere la persona che si ama tra le braccia di qualcuno che ‘non parla, non chiama, non ama e non aiuta‘.  

“Un po’ come noi”, tra una gioia e una lacrima, chiude il disco. Sembra un pensiero tra parentesi che non vuole troppo spazio, ma desidera non essere tralasciato. 

Gazzelle ha quel potere lì che hanno pochi cantautori: riuscire a costruire una bolla che diventa una casa, abbellita con sentimenti contrastanti e con fotografie che ricordano pezzi di passato dolorosi ma, allo stesso tempo, rassicuranti. E così, in quella casa, decidiamo di continuare ad abitarci.

Una delle cassette antincendio con “Ok” sui Navigli a Milano

Comment here

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi