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Oggi è un giorno triste: il 24 novembre 1991 dicevamo addio a Freddie Mercury

Freddie Mercury, nome d’arte di Farrokh Bulsara, nacque a Zanzibar da genitori persiani il 5 settembre 1946 e morì a Londra il 24 novembre 1991.
L’interesse per la musica lo accompagnò fin da piccolo, tanto che a 13 anni formò già una band, esibendosi come pianista durante feste ed eventi scolastici.
La sua prima esibizione in pubblico, come cantante di un gruppo chiamato Ibex, fu all’Octagon Theatre a Bolton nel 1969: soltanto un anno dopo, inizierà invece a far parte – insieme a Taylor e May, membri degli Smile, appena abbandonati da Staffell a causa del poco successo del loro singolo – dei Queen, nome “molto regale e con un suono splendido”. Poco dopo inizierà anche a farsi chiamare Freddie Mercury.

Durante gli anni Settanta, presa ormai coscienza del proprio orientamento sessuale, iniziò a essere influenzato dal glam rock e a divenire sempre più eccentrico, dando vita a esibizioni che erano veri e propri spettacoli.
Nel 1980, il suo look cambiò drasticamente, sposando lo stile Castro Clone: capelli corti e baffi lunghi.
Nel 1985, la band partecipò a Rock in Rio, esibendosi in due serate di fronte a 250.000 persone e cantando con loro “Love of my life”.
Ma segnare in maniera indelebile la storia della musica fu il 13 luglio dello stesso anno: per il Live Aid, iniziativa a scopo benefico per la carestia dell’Etiopia, i Queen si esibirono al Wembley Stadium di Londra.
Quei venti minuti di performance, l’iconica immagine del frontman con canottiera bianca, cintura nera borchiata, denim chiari, bracciale in pelle sul bicipite e sneakers sono un pezzo di storia che non sarà mai possibile dimenticare.

Nel 1987, Freddie Mercury scoprì di essere malato di AIDS e, in seguito, anche del Sarcoma di Kaposi (un cancro della pelle che causa evidenti macchie sul corpo), motivo per cui abbandonerà il suo look da Castro Clone e si farà crescere la barba.
Il cantante, nonostante le voci che circolavano da tempo, tenne nascosta al mondo la sua condizione fisica per quattro anni, dichiarandola ufficialmente il 22 novembre 1991. Poco più di ventiquattr’ore dopo, a 45 anni, Freddie Mercury morì a seguito di alcune complicazioni legate all’AIDS, con accanto il suo ultimo amore Jim Hutton.
Impossibile non citare il fortissimo legame che il cantante ebbe con Mary Austin, con cui fu fidanzato per dieci anni ma con cui, in fin dei conti, non si lascerà mai.

La sua vita, fatta di luci e ombre come quella di tutti i grandi artisti, è stata recentemente portata sul grande schermo nel film “Bohemian Rhapsody” con la splendida interpretazione di Rami Malek.
Le canzoni dei Queen sono colonne sonore di cui non è pensabile poter fare a meno, basti pensare a Bohemian Rhapsody, Love of my life, We will rock you, Somebody to love, Don’t stop me now, I want to break free, We are the champions, Radio Ga GaThe show must go onKiller queen, Under pressure e Who wants to live forever.

Freddie Mercury non è stato soltanto una leggenda musicale e un’icona di stile: la sua storia diede anche inizio allo sdoganamento di moltissimi taboo sessuali, che ha contribuito a renderlo un esempio: di libertà, di talento e di sincera umanità.

(Photo by Mike Maloney/Mirrorpix/Getty Images)

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