News

Trent’anni dalla scomparsa di Ugo Tognazzi, il genio della commedia all’italiana

“Era come un sarto, e con divertimento, rabbia e passione, portava a casa il cinema […] aveva una passione infantile per la vita” disse Ricky Tognazzi di suo padre Ugo, che il 27 ottobre di trent’anni fa morì nel sonno a 68 anni a causa di un ictus.

Il padre lo avrebbe voluto violinista e la madre sacerdote, ma lui – che si definiva un “animale notturno” – aveva altre ambizioni. Il suo esordio ufficiale sul palcoscenico è nel 1939 al Dopolavoro Ferroviario di Cremona, con due piccole parti: un portiere d’albergo nel primo atto e un settantenne nel secondo.
Dopo gag con marinai a La Spezia e un’esperienza come contabile in una fabbrica di salumi, si reca a Milano per partecipare alla serata del dilettante al Teatro Puccini, e vince.
Questo sarà, nonostante le prime difficoltà per i tempi tristi della guerra, solo l’inizio della sua carriera teatrale che proseguirà fino all’anno precedente alla sua morte, con un’ultima sfida teatrale insieme ad Arturo Brachetti, Mr. Butterfly, una commedia sui rapporti tra Oriente e Occidente e sul ruolo sociale dell’uomo e della donna.

Sbarca in televisione, nei primi anni di nascita della RAI, insieme a Vianello nella trasmissione Un, due, tre, che regala agli italiani grandi risate grazie a parodie, imitazioni e travestimenti: nel 1959, il programma viene però bruscamente interrotto a causa di una scenetta ironica sulla caduta a teatro dell’allora Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi.
Il duo ritornerà poi in televisione con CaroselloMilleluci  e ripercorrerà insieme i successi della loro carriera con Movie Movie.
Nel 1990, Tognazzi inizierà a girare Una famiglia in giallo, interpretando un abile ispettore in pensione, ma purtroppo riuscirà a girarne soltanto i primi tre episodi.

Il suo esordio nel mondo cinematografico avviene nel 1950 con “I cadetti di Guascogna” che inaugurerà una lunga serie di film comici, alcuni dei quali ferocemente criticati.
Nel 1961, con una cinquantina di film all’attivo, succede la svolta: l’attore, stanco di interpretare parti simili tra loro, decide di intraprendere una nuova strada senza i registi con cui ha collaborato e, soprattutto, senza le sue spalle comiche; è così che entra nella commedia all’italiana, quella che fa ridere e pensare, e insegna senza annoiare.
Seguirà una serie infinita di film di grandissimo successo, tra i quali è  d’obbligo ricordare almeno Il federale, I mostriAmici miei – con l’indimenticabile interpretazione del conte soprannominato “zampa di leone” – e Il vizietto.

Milanista, appassionato di tennis, amante del cibo e delle donne, attivo nel cinema, nel teatro, nella televisione, nella pubblicità e persino nella musica, vincitore di due David di Donatello, quattro Nastro d’Argento e una Palma d’oro al Festival di Cannes, Ugo Tognazzi rimane un artista a tutto tondo con una gran bella voce e un innato istinto comico, che fece storicamente parte dei “mattatori” della commedia all’italiana, insieme ad Alberto Sordi, Vittorio Gassman e Nino Manfredi, a cui è accostato anche Marcello Mastroianni.

“Ma poi, è proprio obbligatorio essere qualcuno?” chiede il Conte Mascetti in una meravigliosa scena del film di Mario Monicelli: forse no, ma Ugo Tognazzi sicuramente qualcuno lo è stato, ed è così che lo vogliamo ricordare oggi, a trent’anni dalla sua scomparsa.

Comment here

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi