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Trent’anni fa ci lasciava Roald Dahl, lo scrittore che ci ha insegnato a cercare la magia nei posti più impensati

Roald Dahl nacque nel 1916 nel Galles da due genitori che venivano dalla Norvegia, “la patria dei giganti e degli gnomi” e morì a 74 anni il 23 novembre 1990.
Una vita non proprio felice la sua che, consapevole della crudeltà di cui è capace il mondo, ha tentato in tutti i modi di salvare il buono che c’è.

Dopo una serie di tragedie famigliari, una figlia morta di morbillo a soli sette anni, la moglie Patricia Neal finita sulla sedia a rotelle a causa di un’emorragia cerebrale e il piccolo figlio Theo affetto da idrocefalia in seguito a un incidente, lo scrittore non si diede per vinto e, insieme a due amici, inventò una valvola per liberare il cervello di suo figlio dall’acqua che vi si continuava a formare, ma riuscì anche a velocizzare la guarigione della moglie attraverso un metodo di recupero che coinvolgeva anche i vicini e li mobilitava all’assistenza.

Scrittore (e di alcune, portate al grande schermo, anche sceneggiatore) di storie incredibili, essenziali, pacifiche e delicate che, senza pretese, hanno aperto gli occhi ai bambini più ingenui e hanno fatto sentire meno soli quelli che il dolore già lo avevano conosciuto.
Trame sorprendenti, a tratti inquietanti, ma anche piene di dolcezza e amore: avventure vissute da bambini e bambine che, con il proprio ingegno, trovano soluzioni e si ritagliano una parte del mondo dove possono brillare e stare bene, accanto a quelle poche persone che, nel cammino, hanno creduto in loro.

La fabbrica di cioccolato, Il GGG, Matilda, Le streghe, Gli sporcelli, I Gremlins, Boy, Danny il campione del mondo ci insegnano, con i loro memorabili protagonisti, a non credere ai pregiudizi, a capire che brutto non è cattivo e a diffidare da chi ci dice che non riusciremo mai a prenderci le nostre rivincite.

Dentro a un mondo apparentemente normale e noioso, attraverso le storie di quest’uomo magico e le iconiche illustrazioni di Quentin Blake, abbiamo imparato che con un po’ di fantasia è possibile avvertire la meraviglia, catturarla, custodirla e condividerla con chi amiamo. Perché alla fine “non importa chi sei o che aspetto hai, finché c’è qualcuno che ti vuole bene.”

La fonte della foto di copertina è: www.tuttestorie.it.

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