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L’appello a “Vittorio a risorgere” pubblicato da Gloria Gatti

“Ho conosciuto Vittorio Sgarbi, il “Professore”, per me, in maturità e ne ho toccato con mano oltre che la cultura e l’intelligenza, anche l’educazione, il rispetto e una rarissima competenza sul PAtrimonio Culturale. Ho conosciuto un uomo di grande valore “. Così inizia l'”Appello a Vittorio a Risorgere” sottoscritto e pubblicato da Gloria Gatti a cui ha dato adesione l’amministratrice del gruppo, Camilla Speranza e gran parte degli appartenenti ad esso che sono professionisti, avvocati, ingegneri, medici, architetti, scrittori, addetti stampa, presentatori televisivi, poeti, pittori, Dirigenti dello Stato, direttori di Musei , economisti, storici.
Le condizioni di salute di Vittorio Sgarbi, ricoverato da qualche giorno al Policlinico Gemelli di Roma a causa della sindrome depressiva che da tempo lo affligge, preoccupano gli amici, chi c’è sempre stato. Vittorio, travolgente divulgatore artistico “Deve continuare fino all’ultimo respiro a far entrare nelle case di campagna e nei palazzi scrostati di periferia l’amore per la bellezza”. Si legge ancora nell’appello.
Di seguito
Ho conosciuto Vittorio Sgarbi, “il professore” per me, in maturità e ne ho toccato con mano oltre che la cultura e l’intelligenza, anche l’educazione, il rispetto, la simpatia e una rarissima competenza sul Patrimonio Culturale. Ho conosciuto un uomo di grande valore.
Non ho conosciuto il personaggio televisivo di cui, però ricordo gli “Sgarbi quotidiani” sempre accesi sulla TV all’ora di pranzo nella cucina della nostra casa e, forse, anche a quella parentesi divulgativa debbo un po’ di quello che sono diventata.
Oggi mi manca terribilmente la sua travolgente energia e il suo entusiasmo; oggi ci sono questioni in cui vorrei un suo parere, perché nessuno ha la sua rotondità di pensiero.
Oggi vorrei porgergli un cioccolatino di cui è ghiotto.
Le sue preoccupanti condizioni sono la drammatica dimostrazione dell’avveramento della profezia di Henri-Frédéric Amiel in cui è caduta una società che non riconosce e non perdona la disuguaglianza di valore, di merito e di esperienza.
La fatica individuale è culminata nel trionfo dell’appiattimento e un inciampo è diventato occasione di punizione e di emarginazione.
Vittorio ha il dovere di risorgere come una fenice perché questa pericolosa deriva va fermata.
Vittorio deve continuare fino all’ultimo respiro a far entrare nelle case di campagna e nei palazzi scrostati di periferia l’amore per la bellezza.
La bellezza, la sensibilità e la cura sono gli unici antidoti perché i nostri figli possano diventare uomini e donne di valore senza la paura di essere emarginati.
Vittorio deve risorgere per impedire che i nostri figli per essere accettati debbano essere costretti a diventare parte del gregge piuttosto che emergere e divenire uomini e donne di valore.
Vittorio deve risorgere perché tutti abbiamo ancora bisogno di lui.

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