Sono stati tanti i temi toccati dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso di dine anno: “La nostra aspettativa è anzitutto rivolta alla pace.Di fronte alle case devastate dai bombardamenti nelle città ucraine,alla distruzione delle centrali di energia per lasciare bambini,anziani donne e uomini al freddo del gelido in- verno di quei territori, alla devastazione di Gaza, dove neonati al freddo muoiono assiderati,il desiderio di pace è sempre più alto e diviene più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte. La pace,in realtà,è un modo di pensare: vivere insieme ad altri e rispettarli”.
“L’affermazione della libertà, la costruzione della pace sono nell’atto fondativo della nostra Repubblica, che esprime la volontà di realizzare il futuro insieme,attraverso il dialogo.Nell’anno che si presenta ricorderemo gli 80 anni della Repubblica.Il segno dell’ unità di popolo fu simbolicamente impresso dal voto delle donne,per la prima volta chiamate finalmente alle urne. Quel segno diede alla Repubblica carattere democratico indelebile,avviando un percorso,ancora in atto,verso la piena parità”.
“Due volti non possiamo dimenticare: quelli di Giovanni Falcone e Paolo Bor- sellino,simboli della legalità e della lunga lotta contro la mafia. Protagonisti anche dopo il loro assassinio: il loro esempio continua a ispirare -non solo in Italia- le nuove generazioni e tutti coloro che non si rassegnano alla prepotenza della criminalità. L’Italia della Repubblica è una storia di successo nel mondo.Possiamo e dobbiamo esserne orgogliosi.Possiamo perché questa storia è frutto del sacrificio,impegno, partecipazione di tante generazioni”.
“Abbiamo di fronte problemi vecchi e nuovi, accresciuti dall’incertezza del contesto internazionale.E’ un tempo in cui tutto diventa globale e interdipen- dente dall’economia, all’ambiente, alle tecnologie,ai rischi pandemia,alle reti del terrorismo integralista. Ma nessun ostacolo è più forte della democrazia”. Così Mattarella che ai più giovani ha detto: “Vi descrivono come diffidenti, distaccati,arrabbiati:non rassegnatevi. Siate esigenti,coraggiosi.Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione di 80 anni fa”.


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