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Sanremo 2022, mai così bene dal 1997. Chi condurrà il prossimo Festival?

Con la vittoria di Brividi di Mahmood e Blanco si è chiuso il 72° Festival di Sanremo. L’edizione “della gioia” e “della ripartenza” ha certamente centrato entrambe le parole chiave, con ascolti da record (anche fra il pubblico più giovane): bisogna andare indietro ai tempi della conduzione di Mike Bongiorno per riscontrare dati più alti. Sembra ormai scontata l’ipotesi di una riconferma di Amadeus per il 2023, anche se il direttore artistico preferisce non sbilanciarsi ancora.

La classifica finale di Sanremo 2022

  1. Mahmood e Blanco
  2. Elisa
  3. Gianni Morandi
  4. Irama
  5. Sangiovanni
  6. Emma
  7. La Rappresentante di Lista
  8. Massimo Ranieri
  9. Dargen D’Amico
  10. Michele Bravi
  11. Matteo Romano
  12. Fabrizio Moro
  13. Aka 7even
  14. Achille Lauro
  15. Noemi
  16. Ditonellapiaga con Rettore
  17. Rkomi
  18. Iva Zanicchi
  19. Giovanni Truppi
  20. Highsnob e Hu
  21. Yuman
  22. Le Vibrazioni
  23. Giusy Ferreri
  24. Ana Mena
  25. Tananai

I premi assegnati nella serata conclusiva

  • Premio della critica “Mia Martini”: Massimo Ranieri
  • Premio della sala stampa “Lucio Dalla”: Gianni Morandi
  • Miglior testo, premio “Sergio Bardotti”: Fabrizio Moro
  • Migliore arrangiamento, premio “Giancarlo Bigazzi”: Elisa

Sempre più su gli ascolti in occasione della serata conclusiva di Sanremo 2022. Durante la finale si è registrata una media di 13.205.000 spettatori del 65% di share (con picco dell’81.2% alla proclamazione dei vincitori). Notevole il dato di share relativo al target 15-24 anni: in media il 73.5% dei giovanissimi ha seguito il Festival. Lo share medio complessivo sulle cinque serate è stato del 58.4%: è l’edizione più seguita dal 1997.

«Amadeus ha vinto perché ha portato sul palco la sua autenticità», ha commentato in conferenza stampa il direttore di Rai 1, Stefano Coletta. «Ogni partecipante aveva voglia di abbracciarlo. Ha veicolato messaggi di inclusione, di sguardo curioso verso tutti gli aspetti della vita. È bellissimo che i giovani siano tornati in modo così massiccio a vedere l’evento degli eventi. Starà a noi trasformare ciò in una consuetudine, e questo sarà il lavoro importante da fare dopo Sanremo». Amadeus ha aggiunto: «Il dato di ascolto, così incredibile, è chiaro che rimarrà. Ma quello che mi interessa è il tipo di Festival. Il “triplete” – per usare un termine nerazzurro – è una sensazione particolare. Quello del 2020 è stato un Festival “dell’assembramento”, l’anno dopo siamo piombati nel dramma. Questo Sanremo è figlio di quello dell’anno scorso, che era un Sanremo molto importante perché è lì che ho pensato qualcosa che sembrava una follia: trasformare musicalmente il Festival, dare ai più giovani il “loro” Festival».

«Per me squadra che vince non si cambia. Ne parleremo con Amadeus, lui deve essere il primo a volerlo». A dirlo è l’amministratore delegato della Rai, Carlo Fuortes, che – alla luce del successo di questa edizione – in conferenza stampa apre pubblicamente alla riconferma di Amadeus per l’anno prossimo. Il direttore artistico risponde: «Sono onorato della proposta dell’amministratore delegato. Come ha detto giustamente, dobbiamo ragionare a menti riposate. Fare Sanremo è un lavoro molto lungo, ma vale anche per le altre cose che faccio. Bisogna prendere le cose in maniera seria. Avremo modo di vederci e di affrontare qualsiasi argomento che riguardi Sanremo».

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