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I 100 anni della Radio: Buon Compleanno

Compie 100 anni l’invenzione delle invenzioni: la radio. L’invenzione è frutto di una serie di esperimenti tenuti alla fine dell’Ottocento che dimostravano la possibilità di trasmettere informazioni tramite le onde elettromagnetiche.

Prima nel 1860 James Maxwell studiò il carattere ondulatorio della luce, dell’elettricità e del magnetismo; in seguito, Heinrich Hertz riuscì a produrre le onde elettromagnetiche. Fu grazie a queste onde hertziane che Guglielmo Marconi riuscì ad elaborare il sistema di trasmissione senza fili garantendo la trasmissione di informazioni a grandi distanze, riuscendo, per la prima volta nel 1901, a trasmettere la lettera /s/ attraverso l’Atlantico.

In Italia, che sul piano tecnologico era di fatto la patria della radio, il nuovo strumento conobbe maggiori difficoltà ad imporsi. Il radiotelegrafo era stato impiegato in operazioni militari durante la prima guerra mondiale e una legge del 1910 ne proibiva l’uso ai civili.

Mentre all’estero cominciava la radiomania, nel giugno del 1923 iniziarono le trasmissioni sperimentali della prima emittente italiana, il Radio Araldo di Roma, gestito dall’ingegner Ranieri, che nel successivo agosto ottenne una concessione provvisoria per trasmissioni radiofoniche sperimentali, grazie ai buoni rapporti con il Ministro delle Poste Giovanni Antonio Colonna di Cesarò]. Tuttavia, all’inizio del 1924 Di Cesarò si dimise dal governo e il suo posto fu preso da Costanzo Ciano, che avrebbe preferito dare la concessione a Marconi. Egli, ministro delle poste nel primo governo Mussolini, intuendo l’enorme potenzialità della radio, indirizzò una lettera alle società che avevano fatto richiesta per la concessione invitandole a trovare un accordo. Il compromesso venne raggiunto con la costituzione dell’Unione Radiofonica Italiana.

Il 5 ottobre 1924, Benito Mussolini fece il primo discorso radiofonico della storia d’Italia da un trasmettitore in prova fornito dalla Marconi Italia che, successivamente, sarebbe diventato la stazione di Roma “Roma-1” nel quartiere di San Filippo situato in Palazzo Corradi in via Maria Cristina nel rione Prati.

Il 6 ottobre 1924, data considerata quella di inizio delle trasmissioni commerciali, in un modesto appartamento dell’ammezzato del medesimo palazzo, con le pareti e il soffitto coperti di pesanti tende per attutire i rumori, alle ore 21 Ines Viviani Donarelli lesse il primo annuncio con queste parole:

«Uri, Unione Radiofonica Italiana. 1-RO: stazione di Roma. Lunghezza d’onda metri 425. A tutti coloro che sono in ascolto il nostro saluto e il nostro buonasera. Sono le ore 21 del 6 ottobre 1924. Trasmettiamo il concerto di inaugurazione della prima stazione radiofonica italiana, per il servizio delle radio audizioni circolari, il quartetto composto da Ines Viviani Donarelli, che vi sta parlando, Alberto Magalotti, Amedeo Fortunati e Alessandro Cicognani, eseguirà Haydn dal quartetto opera 7 primo e secondo tempo.»

Negli anni ’60, grazie al transistor, la radio si miniaturizza e diventa portatile ma è solo negli anni ’70 che nasceranno le radio libere e la RAI sarà costretta a cedere il monopolio.

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