Gli occhi del mondo da oggi saranno concentrati sul comignolo installato sul tetto della Cappella Sistina dove oggi pomeriggio si svolgerà la prima votazione per eleggere il nuovo Papa che succederà a Francesco, mancato lo scorso 21 aprile. Questa mattina si è svolta la Messa Pro ELigendo Pontifice alla presenza dei 131 Cardinali elettori e presieduta dal Cardinale decano G.B.Re. Non è più possibile la nomina per acclamazione unanime da parte del collegio dei cardinali e l’elezione per compromesso, ovvero il sacro Collegio non può più delegare la decisione a un gruppo di grandi Elettori. Oggi per eleggere il Papa è necessaria la maggioranza qualificata (due terzi) dei voti espressi da tutti i cardinali, quindi, in questo caso: 89 voti.
Prima dello scrutinio verrà pronunciato l’Extra Omnes ossia “fuori tutti” e il giuramento sempre alla presenza del Cardinale Decano. Se un candidato riceve un numero di voti pari o superiore ai due terzi del numero totale dei votanti, l’elezione di tale candidato a pontefice è canonicamente valida. L’ultimo dell’ordine dei cardinali diaconi richiama il maestro delle celebrazioni liturgiche e il segretario del collegio cardinalizio. Il decano, il vice decano oppure il primo cardinale dei cardinali vescovi si rivolge all’eletto e gli domanda:«Accetti la tua elezione, canonicamente avvenuta, a Sommo Pontefice?» e, alla risposta affermativa chiede: «Come vuoi essere chiamato?”.
Dopo la sua proclamazione, il papa neoeletto si ritira nella Stanza delle Lacrime, ovvero nella sacrestia della Cappella Sistina, per indossare per la prima volta la talare bianca e i paramenti (tipicamente l’abito corale e la stola), con i quali si presenterà in pubblico dalla “loggia delle benedizioni” della basilica di San Pietro. Il nome di tale luogo deriva dal fatto che, si presume, in tale stanza il neo-pontefice scoppi in lacrime per l’emozione e per il peso della responsabilità del ruolo che è chiamato a svolgere.
Dopo la vestizione con i paramenti papali, il neoeletto ritorna nella Cappella Sistina e siede alla cattedra. Il cardinale decano invita il nuovo papa, «eletto alla Cattedra di Pietro», a rileggere un passo del Vangelo secondo Matteo, con il quale Cristo promise a Pietro e ai suoi successori il primato del ministero apostolico.
Dopo la lettura evangelica e la preghiera per il nuovo papa, i cardinali si accostano al nuovo Sommo Pontefice per prestargli l’atto di ossequio e di obbedienza. Viene infine intonato il canto del Te Deum. A questo punto il conclave è ufficialmente terminato.
Spetta al cardinale protodiacono dare l’annuncio della nuova elezione, affacciandosi dalla loggia centrale della basilica di San Pietro e pronunciando l’Habemus papam; subito dopo, sulla stessa loggia, il nuovo pontefice, preceduto dalla croce astile, fa la sua prima apparizione pubblica e impartisce la solenne benedizione Urbi et Orbi.


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