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Addio a Milva, la “Pantera di Goro” che amava la poetica di Brecht

Milva era lo pseudonimo, una crasi, del suo nome di battesimo: Maria Ilva. Se n’è andata oggi, portata via da una malattia degenerativa a 81 anni, la “Pantera di Goro”, località dell’Emilia sul delta del Po dove era nata il 17 luglio 1939. Popolare in Italia e all’estero, ha trionfato sui palcoscenici di gran parte del mondo, ottenendo particolari consensi, oltre che in Italia, soprattutto in Germania, dove ha partecipato in molte occasioni a eventi e a spettacoli musicali sui principali canali televisivi. Ha pubblicato con successo dischi anche in Francia, Giappone Corea del Sud, Grecia, Spagna e Sudamerica.Milva durante la sua oltre cinquantennale carriera ha registrato un grande numero di brani, passando per generi musicali anche molto distanti fra loro con grande carisma interpretativo e vendendo oltre 80 milioni di dischi in tutto il mondo; rimane ad oggi l’artista italiana con il maggior numero di album realizzati, ben 173 tra album in studio, album live e raccolte.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle repubbliche italiana, francese e tedesca, che le hanno conferito alcune tra le più alte onorificenze; è l’unica artista italiana ad essere contemporaneamente: Ufficiale dell’Ordre des arts et des lettres (Parigi, 1995), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania (Berlino, 2006), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Roma, 2 giugno 2007) e Cavaliere della Legion d’onore della Repubblica Francese (Parigi, 2009).
Dotata di una voce da contralto molto duttile, capace di sonorità timbriche peculiari, nonché di un solido vibrato e di un melisma preciso e personalissimo, faceva infatti parte del quartetto delle grandi voci femminili italiane degli anni sessanta e settanta, con Mina, la Tigre di Cremona, Iva Zanicchi, l’Aquila di Ligonchio e Orietta Berti, l’Usignolo di Cavriago.
Per il colore dei suoi capelli era anche nota come La Rossa.

Si avvicinò alla recitazione, lavorando nel teatro leggero con Gino Bramieri e David Riondino, per poi passare a Giorgio Strehler, specializzandosi nella rappresentazione del repertorio brechtiano, diventandone la maggiore interprete italiana, nonché una delle più apprezzate in assoluto in ambito internazionale.

Risale al 1981 la prestigiosa collaborazione con Franco Battiato di cui interpreterà in maniera unica e memorabile il brano “Alexander Platz”. Milva ne fece un vero e proprio cavallo di battaglia, riproposto nei concerti e reinciso in varie raccolte in Italia, Germania e Giappone.

Diverse anche le sue partecipazioni al Festival di Sanremo dove nel 2007 partecipa per l’ultima volta con “The show must go on” scritto per lei da Giorgio Faletti. Nell’ambito del Festival di Sanremo 2018 le è stato assegnato il “Premio alla carriera”, ritirato dalla figlia.

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