Giornalismo sportivo in lutto per la morte di Bruno Pizzul. Aveva 86 anni, ne avrebbe compiuto 87 fra 3 giorni. Fu la prima voce per la Rai degli incontri della nazionale italiana di calcio dal 1986 al 2002. Bruno Pizzul alternò studio e attività sportiva. Divenuto calciatore professionista e buon centromediano, fu ingaggiato dal Catania nel 1958. Giocò anche nell’Ischia, Udinese e Sassari Torres, ma la sua carriera sportiva finì presto a causa di un infortunio al ginocchio.
Nel 1969 fu assunto in Rai dopo aver partecipato al concorso nazionale per radio-telecronisti aperto a tutti i giovani laureati del Friuli Venezia Giulia. L’8 aprile 1970 commentò la sua prima partita (Juventus-Bologna, spareggio di Coppa Italia disputatasi sul campo neutro di Como).
Per la TV di Stato ha raccontato le principali partite di squadre calcistiche di club nelle competizioni europee e nazionali ed è stato inoltre conduttore della Domenica Sportiva nella versione estiva del 1975 e nella stagione 1993-94, affiancato da Simona Ventura e Amedeo Goria, fu anche conduttore di Sport Sera,Domenica Sprint dal 1976 al 1990 e curatore dello spazio dedicato alla moviola all’interno di 90º minuto, allora condotto da Fabrizio Maffei, dal 1990 al 1992. A partire dal campionato del mondo 1986 gli fu affidato anche l’incarico di telecronista delle partite della nazionale italiana, anche a causa di un malore per l’altitudine occorso al suo predecessore nell’incarico Nando Martellini.
Pizzul mantenne tale ruolo fino al 21 agosto 2002 (Italia-Slovenia 0-1), dopo aver raccontato televisivamente la Nazionale in cinque campionati mondiali, quattro campionati europei, tutte le partite di qualificazione ai Mondiali e agli Europei.


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