Addio all’attore Giorgio Bracardi, aveva 93 anni. Era nato a Roma il 3 maggio 1933. Musicista e cantante in possesso di capacità comiche, è fratello del musicista e attore Franco Bracardi. Visse l’ambiente dello spettacolo in casa: la madre Edvige era un soprano e il padre Glauco un tenore. Tutti i cinque figli furono educati alla musica ed impararono a suonare uno strumento. Giorgio divenne pianista. Il padre fu uno dei primi gestori del Salone Margherita di Roma. Compositore negli anni sessanta per la RCA, ha più volte partecipato al Festival di Sanremo come autore.
Ha creato un vasto repertorio di personaggi, tutti caratterizzati da una vena di follia e nervosismo, a partire dalla trasmissione radiofonica Alto gradimento, ideata insieme a Renzo Arbore, Gianni Boncompagni e Mario Marenco: Scarpantibus, ovvero “l’uccellaccio del Nicaragua”,[4] il petulante giornalista Max Vinella, l’esaltato gerarca fascista Ermanno Catenacci («e giù manganellàtte»), il depresso ed emicranico responsabile Rai dottor Marsala («Salute, come va? Io… dei dolori, dei dolori… un cerchio alla testa…»), l’improbabile farmacista dottor Onorato Spadone («L’uomo è una bestia! – E la donna? – Due volte bestia!», «Lei, ha il mal di testa? Allora le do una purga!»), il maestro Benito Cerbottana, inguaribile nostalgico de La dolce vita, e per questo detto “l’uomo di via Veneto” e il bilioso arabo Malìk Malùk.
Nel 1979 aggiunge al proprio repertorio il personaggio del prof. Aurelio Marcellini, veemente monarchico ultra conservatore, in antitesi ideologica con Nanni Loy, conduttore del format domenicale Rai Tutti insieme compatibilmente, coniando la celebre frase tormentone «Chettefrega? Chettefrega?» Tra le varie collaborazioni televisive con Renzo Arbore spicca quella nella trasmissione Quelli della notte (1985).


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