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Il discorso di fine anno del PResidente Mattarella: “La pace grida la sua urgenza”

Quindici minuti di discorso alla Nazione da parte del Presidente Mattarella in cui sono stati toccati i temi dell’attualità del nostro Paese.

“Mai come adesso la pace grida la sua urgenza. La pace -aggiunge- non significa sottomettersi alla prepotenza di chi aggredisce gli altri Paesi con le armi,ma la pace del rispetto dei diritti umani, la pace del diritto di ogni popolo alla libertà e alla dignità”. “Perché è giusto”. Il primo augurio è che “il nuovo anno porti vera pace ovunque”. Cita Cecilia Sala: “Angoscia” per la sua detenzione, “le siamo vicini in attesa di rivederla al più presto in Italia”.

“Quelle di questa sera sono ore di speranza nel futuro, nell’anno che viene”, afferma il Presidente Mattarella. “Tocca a noi saperla tradurre in realtà”. “Cosa significa concretamente coltivare fiducia in un tempo segnato, oltre che dalle guerre, da squilibri, da conflitti?”, prosegue. Bisogna “riorientare la convivenza”. Oggi “sembra che il mondo sia sottoposto ad una allarmante forza centrifuga, capace di dividere,allontanare,radicalizzare le contrapposizioni” osserva. “Lacerate le opinioni pubbliche”. “Faglie profonde” nelle società.

“A livello globale aumenta la ricchezza di pochissimi mentre si espande la povertà di tanti”. Per l’Italia: “I dati sull’occupazione sono incoraggianti. L’export italiano registra dati positivi e così il turismo”. Stridente è “il fenomeno dei giovani che vanno a lavorare all’estero”. Tra Nord e Sud “c’è una disuguale disponibilità di servizi”. Fondamentale diventa “colmare queste distanze”.

“Un’attenzione particolare richiede il fenomeno della violenza. Bullismo, risse, uso di armi. Preoccupante diffondersi del consumo di alcol e droghe, anche tra i giovanissimi. Comportamenti purtroppo alimentati dal web. I giovani sono la grande risorsa del nostro Paese. Abbiamo il dovere di ascoltare il loro disagio, di dare risposte concrete alle loro esigenze, alle loro aspirazioni”.

Mattarella nel suo discorso sottolinea anche “valori e comportamenti positivi e incoraggianti”. Si trovano anche “nel rumore delle ragazze e dei ragazzi che non intendono tacere di fronte allo scandalo dei femminicidi”, afferma. “Orrore per l’inaccettabile sorte di Giulia Cecchettin” e “di tante altre donne uccise dalla barbarie” di uomini che “non rispettano la libertà e la di- gnità femminile” e “neppure se stessi”. “Non vogliamo più parlare delle donne come vittime” ma”della loro energia,del loro lavoro ed essere protagoniste”.

“Nel 2025 celebreremo gli ottanta anni della Liberazione. E’ fondamento della Repubblica e presupposto della Costituzione, che ha consentito all’Italia di riallacciare i fili della sua storia e della sua unità”. “Siamo chiamati a consolidare e sviluppare le ragioni poste dalla Costituzione alla base della comunità nazionale. E’ un’impresa che si trasmette da una generazione all’altra.Perché la speranza non può tradursi soltanto in attesa inoperosa.La speranza siamo noi. Il no- stro impegno. La nostra libertà”.

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