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Il tartufo ligure avrà carta d’identità ufficiale: a Millesimo nascerà il Centro regionale per la tartuficoltura

Il tartufo ligure avrà una carta d’identità ufficiale come garanzia di tracciabilità e a Millesimo (Savona) nascerà il Centro regionale per la tartuficoltura. Lo prevede una proposta di legge approvata dal Consiglio regionale della Liguria con 18 voti a favore (centrodestra) e 10 astenuti (Pd, M5S, Lista Sansa e Linea Condivisa).

“La carta d’identità con stampato il simbolo dei tartuficoltori liguri diventa uno strumento ufficiale in una legge della Regione Liguria – spiega il consigliere proponente, il capogruppo Stefano Mai (Lega) – e sarà compilata da chi trova il tartufo inserendo le caratteristiche organolettiche, la zona geografica e la data del ritrovamento”.

“Millesimo è grande portavoce della tradizione legata al pregiato fungo ipogeo e ogni anno ospita la ‘Festa nazionale del tartufo’. – ricorda – La qualità del terreno, le condizioni ambientali e climatiche fanno sì che il prodotto dell’entroterra savonese sia uno fra i più pregiati d’Italia e rende la Val Bormida la culla del tartufo per l’intera Liguria”.

Il Centro regionale per la tartuficoltura in Liguria si occuperà della certificazione, sperimentazione di pratiche colturali, salvaguardia dell’habitat, produzione di piantine tartufigene, divulgazione, consulenza, formazione e promozione.

“Ci asteniamo perché questa proposta di legge è una debacle politica, tanto tuonò ma non piovve neanche una goccia: è interessante che l’operatività di ciò che votiamo inizierà forse dal 2023, la Lega non ha trovato neanche 18 mila euro quest’anno per finanziare una legge nel 2022”, attacca il capogruppo Fabio Tosi (M5S). (ANSA).

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