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Accadde oggi, 7 febbraio 1992: firmato il “Trattato di Maastricht”

Il 7 febbraio di trent’anni fa veniva firmato il Trattato di Maastricht, detto anche Trattato sull’Unione europea.

La storica firma arrivò nel 1992 nella cittadina olandese sulle rive della Mosa, dove si erano riuniti i dodici paesi membri dell’allora Comunità europea, oggi Unione europea. Entrò in vigore il primo novembre 1993.

Il Trattato di Maastricht definisce i cosiddetti tre pilastri dell’Unione europea, fissando anche le regole politiche e i parametri economici e sociali necessari per l’ingresso dei vari Stati aderenti nell’Unione (i parametri di convergenza di Maastricht). Conclusi i lavori della Conferenza intergovernativa, a Maastricht il 9 dicembre 1991 si aprì lo storico Consiglio europeo che avrebbe dato vita al nuovo Trattato.

Nella prima giornata di lavori furono sciolti gli ultimi nodi sull’Unione economica e monetaria: entro il primo gennaio 1999 si sarebbe avviata la terza tappa del calendario, con l’introduzione della moneta unica. Più difficile fu invece superare l’opposizione britannica a questa soluzione e sulle questioni sociali. Nasceva così per la prima volta l’idea di un’Europa a due velocità. Sul piano della politica estera e di sicurezza comune fu accolta la volontà futura di costituire una difesa comune e si stabilì che sulle decisioni di politica estera generale sarebbe rimasta l’unanimità, salvo adottare la maggioranza per le cosiddette “decisioni di applicazione”. Chiusi in tal modo i negoziati, il 7 febbraio 1992 veniva firmato il Trattato di Maastricht composto da 252 articoli nuovi, 17 protocolli e 31 dichiarazioni.

L’Unione europea così creata veniva edificata sui tre pilastri del progetto Santer, il cui principale sarebbe stato quello noto come “Comunità europea”: l’unico a carattere federale rispetto agli altri due. L’Ue dispone di un quadro istituzionale unico in quanto le sue istituzioni sono comuni a tutti e tre i pilastri. Viene ufficialmente riconosciuto il Consiglio europeo come organo di sviluppo politico. L’Unione europea restava tuttavia una struttura anomala in quanto priva di personalità giuridica e di risorse proprie, a parte quelle della CEE di cui tuttavia non avrebbe potuto disporre.

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